Cass. civ. Sez. II Sent., 23 ottobre 2020, n. 23391 – Pres. Travaglino; Rel. Cons. Moscarini – L’assunzione tra fratelli dell’obbligo di conguaglio non viola il divieto di patti successori

Non configura violazione del divieto dei patti successori la rinuncia ai diritti spettanti al legittimario, la quale deve essere espressa e inequivoca. Pertanto non ricade in siffatto divieto il caso in cui con scrittura privata venga determinato il conguaglio dovuto, riferito a beni trasferiti ai figli dalla madre mentre era ancora in vita.
L’assunzione tra fratelli dell’obbligo di conguaglio per la differenza di valore dei beni loro donati in vita dal genitore non viola il divieto di patti successori.
(Nella specie le parti si erano limitate a determinare il conguaglio che l’opponente assumeva dovuto a favore della sorella in relazione al maggior valore dei beni rispettivamente ricevuti ed acquistati , che la madre aveva loro trasferito in vita e non certo per il tempo della (futura) successione, di guisa che appare del tutto fuori luogo anche il riferimento alla regolamentazione di diritti che sarebbero loro derivanti per effetto della successione mortis causa alla madre.).

Patti successori e donazioni “mortis causa” (divieto) – Assunzione tra fratelli dell’obbligo di conguaglio per differenza di valore dei beni loro donati in vita dal genitore – Violazione del divieto di patti successori – Esclusione – Rif. Leg. art. 458 cod. civ.