Cass. civ., Sez. lav., Ord., 18 settembre 2020, n. 19618 – Pres. Tria, Rel. Cons. Di Paolantonio – Le Sezioni Unite chiamate a pronunciarsi sull’esposizione del crocifisso nelle aule

L’ordinanza si segnala per la complessità del quadro argomentativo attraverso il quale i giudici l’hanno assunta: diversi sono gli elementi da tenere in considerazione per individuare la soluzione del problema e diverse sono le possibili interpretazioni da riferire agli stessi. E’ evidente la difficoltà nel confrontarsi con una materia nella quale l’universo giuridico si incontra con la sfera teologica, ideologica, storica, culturale, sia degli Stati che dei loro popoli. Negli anni si è cercato un consenso europeo sulla materia e la valutazione delle situazioni nazionali è chiaro sintomo della necessità di dover assumere interamente su sè stessa questa scelta. Nel caso in esame, un docente, contravvenendo a quanto deliberato dall’assemblea, ha rimosso il simbolo dalla parete dell’aula prima di fare lezione, andando incontro così alla sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento per 30 giorni.
Le Sezioni Unite sono dunque adesso chiamate a confrontarsi con diverse questioni fondamentali. Innanzitutto, l’obbligo di affissione del crocifisso interferisce con uno o più diritti riconosciuti dalla Cedu? Soltanto con il diritto dei genitori all’istruzione dei propri figli secondo le proprie convinzioni religiose e filosofiche o anche con la libertà di pensiero, coscienza e religione (degli allievi)? E che rapporto intercorre tra questi due distinti diritti? In secondo luogo, l’obbligo di affissione del (solo) crocifisso nelle aule scolastiche determina un trattamento differenziato dei genitori e degli allievi cristiani e non cristiani, o viceversa?

Istruzione pubblica – Crocifisso nelle aule – Rif. Leg. Artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 Cost.