Cass. pen. ,Sez. II, Sent., 25 settembre 2020, n. 26769 – Pres. Rago, Rel. Cons. Pacilli – Configurato il reato di circonvenzione di incapace per la leader di un’associazione religiosa che abusi della ridotta capacità critica della vittima

Ai fini dell’integrazione del reato, previsto dall’art. 643 c.p., sono necessari sia l’abuso «dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore», ovvero «dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona», sia l’induzione al compimento dell’atto pregiudizievole.
L’abuso consiste in uno sfruttamento o approfittamento della particolare vulnerabilità del soggetto passivo, di cui il reo si giova per carpire un consenso che ordinariamente non sarebbe stato prestato.
Ritenuto provato nel caso in esame che l’imputata, nella sua qualità di riconosciuta ed indiscussa leader carismatica di un’Associazione religiosa, avendo abusato della condizione di particolare vulnerabilità e di scemata capacità critica della donna, vittima di un vero e proprio delirio religioso, aveva indotto la stessa ad effettuare una serie di cospicui versamenti bancari su conti riconducibili all’Associazione, avendo instillato nella persona offesa la convinzione che la richiesta delle somme provenisse dalla Madonna.

Circonvenzione di incapace – Rif. Leg. art. 643 cod. pen