Cass. pen., Sez. III, Sent.,15 maggio 2020, n. 15229 – Pres. Rosi, Rel. Cons. Zunica – Natura degli accertamenti, mediante test psicologici, preliminari alla testimonianza del minore

La somministrazione dei test psicologici ai destinatari della verifica peritale costituisce una fase preparatoria nell’approccio ai minori che, in quanto tale, non richiede necessariamente il contraddittorio con i consulenti di tutte le parti, non essendosi in presenza di un “atto irripetibile”. Invero, più che l’attività materiale di somministrazione dei test ai minori, ciò che rileva è la trasparenza della metodologia adottata in tale fase, ciò al fine di assicurare la costante verifica dei canoni operativi adottati dal perito, dovendosi precisare che la trasparenza, almeno in questa fase preliminare, non è assicurata esclusivamente dalla registrazione video o audio dell’attività compiuta, ma è garantita soprattutto dalla chiarezza del metodo seguito e dalla professionalità del perito nel confronto con i soggetti sottoposti al suo accertamento tecnico.

Incidente probatorio – Somministrazione di test psicologici preliminari alla verifica peritale – Natura di atto irripetibile – Esclusione – Partecipazione dei consulenti di parte – Necessità – Esclusione – Rif. Leg. artt. 359, 360 e 191 c.p.p.