Cass. pen., Sez. III, Sent., 6 novembre 2020, n. 30931 – Pres. Ramacci – Rel. Cons. Corbetta -Tra il reato di omicidio e di stalking sussiste un concorso apparente di norme

Tra gli art. 576 c.p., comma 1, n. 5.1, e art. 612-bis c.p. sussiste un concorso apparente di norme ai sensi dell’art. 84 c.p., comma 1, e, pertanto, il delitto di atti persecutori non trova autonoma applicazione nei casi in cui l’omicidio della vittima avvenga al culmine di una serie di condotte persecutorie precedentemente poste in essere dall’agente nei confronti della medesima persona offesa.
All’imputato nella fattispecie venivano contestati i fatti ex art. 612-bis c.p. commessi in danno dell’ex compagna, come circostanza aggravante del tentativo di omicidio ex art. 576 c.p., comma 1, n. 5.1.
Il reato di sequestro di persona e di violenza sessuale consumati in momenti diversi, mantenendo la loro autonomia, possono concorrere.

Stalking – Sequestro di persona – violenza sessuale – Omicidio – Rif. Leg. artt. 84, 576, co. 1, n. 5.1, 612-bis c.p.