Cass. Pen., Sez. IV, sent. 12 ottobre 2020, n. 28294 – Pres. Piccialli, Rel. Cons. Cenci – L’accertamento del nesso causale nel campo della attività medico-chirurgica

Nel reato colposo omissivo improprio il nesso di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica.
Non é dunque, consentito dedurre automaticamente dal coefficiente di probabilità espresso dalla legge statistica la conferma, o meno, dell’ipotesi accusatoria sull’esistenza del nesso causale, poiché il giudice deve verificarne la validità nel caso concreto, sulla base delle circostanze del fatto e dell’evidenza disponibile, così che, all’esito del ragionamento probatorio che abbia altresì escluso l’interferenza di fattori alternativi, risulti giustificata e processualmente certa la conclusione che la condotta omissiva del medico è stata condizione necessaria dell’evento lesivo con “alto o elevato grado di credibilità razionale” o “probabilità logica”.
In altri termini, il giudice deve interrogarsi su ciò che sarebbe accaduto se l’agente avesse posto in essere la condotta che gli veniva richiesta.
Applicando questi principi di diritto, che trovano il loro illustre precedente nella nota sentenza Franzese del 2002 (pure richiamata nella sentenza), la S. C. ha annullato la decisione impugnata, poiché la Corte territoriale aveva fondato il giudizio controfattuale solo su dati statistici generali di evoluzione della malattia, dando esclusivo rilievo ai coefficienti di probabilità statistica di sopravvivenza del paziente.

Responsabilità del medico – nesso di causalità – Omicidio colposo