Cass. pen., Sez. VI, Sent., 10 novembre 2020, n. 31409 – Pres. Fidelbo, Rel. Cons. Giorgi-Atto di nascita formato in Ucraina: i genitori non rispondono del reato di alterazione di stato

Coloro che realizzano una surrogazione di maternità all’estero, conformemente alla lex loci, si dichiarano legittimamente genitori di fronte alla competente autorità straniera ai fini della formazione dell’atto di nascita, ed infine consegnano tale atto agli uffici consolari perché venga trasmesso all’ufficiale di stato civile italiano per la trascrizione, non compiono un’alterazione di stato (art. 567, comma 2, c.p.), né false dichiarazioni o attestazioni ex art. 495 c.p., essendo quel loro comportamento privo di valenza decettiva e comunque quelle loro dichiarazioni non false, bensì conformi a una attribuzione di genitorialità valida alla stregua della stessa legge italiana, che in tali casi rinvia alla legge dello Stato estero e prevede, poi, l’anzidetta procedura (artt. 15 e 17, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396). Pertanto, non integra il reato di alterazione di stato, previsto dall’art. 567, comma secondo, cod. pen., la trascrizione in Italia di un atto di nascita legittimamente formato all’estero, non potendosi considerare ideologicamente falso il certificato conforme alla legislazione del paese di nascita del minore, neppure nel caso in cui la procreazione sia avvenuta con modalità non consentite in Italia. (Fattispecie relativa a minore nato in Ucraina, nazione che ammette la maternità surrogata eterologa nel caso in cui il patrimonio biologico del minore appartenga almeno per metà ad uno dei due genitori).

Delitti contro lo stato di famiglia – Alterazione di stato – Falsità nella formazione di un atto di nascita surrogazione di maternità – Rif. Leg. art. 567, comma 2, c.p. – artt. 15 e 17, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396