Cass. pen., SS.UU., 3 marzo 2020 n. 8544 – Pres. Carcano, Rel. Cons. Boni – I fratelli minori di Contrada

La pronuncia in esame si inserisce nella questione relativa all’ambito di applicazione del principio di retroattività della norma penale più favorevole, principio espressamente indicato nell’art. 49 della Carta di Nizza e, ad oggi, ricompreso nell’art. 7 CEDU (in seguito alla sentenza della Corte EDU, Scoppola c. Italia, del 2009) in quanto principio complementare al principio di irretroattività. In particolare, il tema toccato dalla Sezioni Unite riguarda l’interazione del principio di retroattività della norma penale più favorevole rispetto agli eventuali mutamenti giurisprudenziali sfavorevoli al reo.

Sul punto, è importante ricordare che la Corte EDU con la sentenza Contrada c. Italia del 2015, misurandosi con l’istituto di origine giurisprudenziale del concorso esterno, aveva colto l’occasione per chiarire che le garanzie disposte dall’art. 7 CEDU non devono essere lette in chiave di riserva di legge, cosicché possono trovare applicazione anche rispetto a fattispecie di reato di elaborazione giurisprudenziale. In particolare, a parere della Corte EDU, affinché possa trovare applicazione il principio nullun crimen sine lege ciò che rileva non è tanto la fonte della previsione, quanto piuttosto che l’ordinamento assicuri il rispetto di due criteri: la prevedibilità della norma incriminatrice e delle sanzioni corrispondenti e l’accessibilità della disciplina.

Nel caso di specie, poiché all’epoca dei fatti l’ordinamento non assicurava la prevedibilità della sanzione penale, in quanto l’orientamento giurisprudenziale relativo all’incriminazione del concorso esterno si è consolidato solo successivamente, la Corte EDU ha riconosciuto la violazione dell’art. 7 CEDU da parte della sentenza di condanna pronunciata nei confronti di Contrada, i cui effetti sono stati poi annullati mediante incidente di esecuzione.

Tuttavia, in seguito alla sentenza Contrada c. Italia della Corte EDU, la prassi ha portato alla luce un ulteriore problema: come devono essere giudicati i cc.dd. fratelli minori di Contrada, ossia quelle persone che si trovano nella medesima situazione di Contrada?

In particolare, la Sesta Sezione penale della Cassazione ha chiesto alle Sezioni Unite di chiarire se i principi affermati dalla Corte EDU nel 2015 con la sentenza Contrada c. Italia possano essere estesi a coloro che, estranei a quel giudizio, si trovino in una situazione analoga a quella di Contrada (soprattutto con riferimento alla prevedibilità della condanna per il reato di concorso esterno), e, in caso affermativo, quale sia il rimedio applicabile sul piano processuale.

Con la sentenza n. 8544/2020, le SS.UU., allineandosi con quanto sancito da Corte Cost. n. 49/2015, hanno stabilito che i principi affermati dalla Corte EDU nella sentenza Contrada non devono ritenersi estensibili a casi analoghi poiché la sentenza in questione non è una sentenza pilota (come lo è stata, ad esempio, la sentenza Torregiani) e neppure è espressione di un orientamento consolidato della Corte EDU.

Associazione mafiosa – Rif. Leg. artt. 2, 5, 110, 416 – bis c.p.; artt. 6, 7, 34, 46 Convenzione EDU