Cons. di Stato, 4 febbraio 2020, sent. n. 887 – Pres. Garofoli Est. Maiello – Gli atti di alta amministrazione e il sindacato del g.a.

Le controversie concernenti il provvedimento di nomina del direttore generale degli enti del Servizio Sanitario Regionale e quello di conferma dello stesso sono devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo mentre sono attratte alla giurisdizione del giudice amministrativo quelle relative gli inadempimenti imputati al direttore e determinanti la decadenza dall’incarico.
In presenza di un procedimento amministrativo di carattere autoritativo, preordinato per espressa previsione di legge ad una scelta mediante un atto discrezionale definito di alta amministrazione, all’aspirante non è consentito vantare una situazione di diritto soggettivo rispetto alla scelta finale, ma solo situazioni di interesse legittimo, essendo messa in discussione solo la correttezza dell’azione amministrativa.
L’atto di nomina del direttore generale delle aziende sanitarie risulta qualificato come atto di alta amministrazione, di talché la giurisprudenza delle Sezioni unite ha stabilmente assegnato alla giurisdizione amministrativa di legittimità le controversie concernenti il provvedimento di nomina.

Nomina del direttore generale – Riparto di giurisdizione – Atto di alta amministrazione – Sindacato del G.A. – Rif. Leg. Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 1651, art. 63